La Grotta dei Piccoli 2026 – Laboratori di Cinema nelle Scuole

“La Grotta dei Piccoli” è un progetto educativo organizzato dall’Associazione La Guarimba e realizzato tra gennaio e marzo 2026 nell’ambito del programma nazionale “Cinema e Immagini per la Scuola 2025”, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Per due mesi abbiamo attraversato la Calabria con un obiettivo semplice ma ambizioso: portare il cinema dove il cinema non arriva. In sessanta giorni di lavoro abbiamo percorso 5912 chilometri, attraversando piccoli paesi, aree interne, periferie urbane e centri costieri. Abbiamo trasformato aule scolastiche, biblioteche e palestre in sale cinematografiche temporanee, portando il cinema in luoghi dove spesso il cinema non esiste più o addirittura non è mai arrivato.

Durante il progetto sono state realizzate 103 proiezioni cinematografiche, che hanno raggiunto 5912 spettatori, e 107 laboratori di cinema e animazione, che hanno generato 1743 partecipazioni alle attività educative. Per molti studenti si è trattato del primo incontro con il cinema come linguaggio artistico.

I DESTINATARI DEL PROGETTO

Il progetto ha coinvolto 13 istituti scolastici distribuiti tra le cinque province della Calabria, raggiungendo decine di plessi e comunità locali. Gli istituti partecipanti sono stati: IC di Belmonte, Istituto Comprensivo Amantea Campora Aiello, IC Mangone Grimaldi, ICS Mendicino, Istituto Comprensivo Statale “Via Roma – Spirito Santo”, IC Mameli-Manzoni Amantea, IC Davoli Marina, Polo Liceale Campanella-Fiorentino, I.C. K. Wojtyla-G. Da Fiore, I.I.S. “F. Severi”, Istituto Comprensivo “Catanoso De Gasperi San Sperato Cardeto”, I.C. Sant’Onofrio, I.C. Montebello Jonico – Motta San Giovanni.

Attraverso questi istituti il progetto ha raggiunto diversi paesi e frazioni: Belmonte, Longobardi, Fiumefreddo Bruzio, Amantea, Lago, Campora San Giovanni, Belsito, Grimaldi, Piano Lago, Santo Stefano, Piane Crati, Paterno Calabro, Mangone, Mendicino, Rosario, Tivolille, Cosenza, Davoli Marina, Lamezia Terme, Isola di Capo Rizzuto, Gioia Tauro, Reggio Calabria, Cataforio, Mosorrofa, Saline Joniche, Fossato Jonico, Lazzaro, Motta San Giovanni, Masella, Sant’Elia di Lazzaro, Sant’Onofrio, Filogaso, Maierato e Stefanaconi.

In molti di questi territori non esiste una sala cinematografica attiva. Portare il cinema nelle scuole ha significato offrire a migliaia di studenti un primo accesso alla cultura cinematografica e creare un’esperienza collettiva di visione, riflessione e confronto.

LE PROIEZIONI CINEMATOGRAFICHE

Durante il progetto abbiamo realizzato 103 proiezioni cinematografiche, raggiungendo complessivamente 5912 spettatori. La programmazione è stata costruita in modo da adattarsi alle diverse fasce di età, con contenuti specifici per scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado, affinché ogni studente potesse incontrare storie e linguaggi adeguati alla propria età.

Ogni proiezione è stata introdotta da un esperto di cinema, che ha presentato i film e spiegato alcuni elementi del linguaggio dell’animazione. Dopo la visione si è aperto uno spazio di discussione con gli studenti, trasformando la proiezione in un’esperienza educativa e partecipativa.

Una parte importante del progetto si è svolta anche al Cinema Sicoli di Amantea. La mattina abbiamo portato in sala gli studenti delle scuole medie Pascoli e Manzoni, che hanno potuto vivere l’esperienza del cinema insieme ai loro compagni di classe. Nel pomeriggio abbiamo invitato i bambini della scuola dell’infanzia di Amantea insieme ai loro genitori, trasformando la proiezione in un momento condiviso tra scuola e famiglia e rendendo il cinema un’esperienza aperta alla comunità.

I LABORATORI DI STOP MOTION

I laboratori di stop motion sono stati pensati come un percorso più lungo e immersivo, articolato in quattro giornate di lavoro. Ogni gruppo di partecipanti è stato accompagnato in tutte le fasi della realizzazione di un breve film d’animazione, dalla nascita dell’idea fino alla proiezione finale.

Per svolgere le attività abbiamo messo a disposizione tablet, treppiedi, l’app Stop Motion Studio, plastilina, strumenti per modellare e un manuale illustrato realizzato appositamente per il progetto, con tutti i passaggi spiegati in modo chiaro e accessibile. All’interno del manuale erano presenti anche una maschera ritagliabile e materiali guida per aiutare gli studenti a visualizzare i personaggi e organizzare le fasi di lavoro.

I partecipanti sono stati divisi in squadre e, insieme, hanno deciso i personaggi e la storia da raccontare. Hanno poi costruito i protagonisti del loro film con le proprie mani, modellando la plastilina e progettando ambientazioni, espressioni e movimenti. Questo processo si è rivelato un esercizio importante non solo per imparare il linguaggio del cinema di animazione, ma anche per sviluppare empatia, lavoro di squadra e capacità di esprimere le proprie idee.

Ogni gruppo è stato seguito costantemente da un tutor, che ha accompagnato i ragazzi nella suddivisione dei compiti, nell’animazione fotogramma per fotogramma e nella risoluzione dei problemi pratici ed espressivi che emergevano durante il lavoro.

Nella fase finale del laboratorio gli studenti hanno imparato anche a registrare i suoni dei loro film. Hanno usato le voci, le mani, i piedi, oggetti trovati in aula, e in alcuni casi hanno persino portato uno strumento musicale da casa per creare la colonna sonora. Hanno inoltre scoperto come si costruiscono i titoli di coda e i crediti finali, comprendendo così che anche questa è una parte essenziale del cinema.

Tutti i film realizzati in stop motion sono stati infine proiettati sulle LIM delle aule, restituendo agli studenti il risultato del loro lavoro e rendendo visibile tutto il percorso creativo compiuto insieme.

I LABORATORI DI ANIMAZIONE 2D

Accanto allo stop motion, il progetto ha incluso anche laboratori di animazione 2D, pensati come attività più brevi ma molto intense, della durata di una sola giornata. In questi incontri gli studenti hanno potuto avvicinarsi ai principi fondamentali dell’animazione attraverso il disegno e l’illusione del movimento.

Per il laboratorio abbiamo fornito ai partecipanti fogli guida preparati appositamente, utili per sperimentare diverse forme di movimento: loop di camminate, espressioni del viso, trasformazioni e sequenze libere. Gli studenti hanno lavorato con matite, colori e fogli, seguiti costantemente da un tutor che li ha accompagnati passo dopo passo.

Dopo aver disegnato i singoli fotogrammi, gli studenti hanno utilizzato un’applicazione che permette di vedere il risultato animato, comprendendo così in modo immediato come il movimento nasca dalla successione delle immagini. Anche in questo caso il laboratorio ha unito apprendimento tecnico e libertà espressiva, offrendo ai ragazzi un primo accesso pratico al linguaggio dell’animazione.

Nel corso del progetto sono state realizzate complessivamente 1107 brevi animazioni, di cui 1065 film di animazione 2D o loop e 42 film in stop motion.

LA FORMAZIONE PER I DOCENTI

Il progetto ha incluso anche un corso di formazione online dedicato agli insegnanti, pensato per fornire strumenti concreti per integrare il cinema nella didattica e rafforzare l’autonomia delle scuole nell’uso del linguaggio audiovisivo come strumento educativo.

In totale 143 docenti hanno partecipato al monitoraggio del progetto attraverso i questionari di valutazione, contribuendo a costruire un quadro chiaro delle condizioni educative dei territori coinvolti. Dalle loro risposte emerge un elemento ricorrente: in molti contesti scolastici le opportunità culturali e creative sono limitate e spesso mancano spazi dedicati alla produzione artistica o audiovisiva.

Il questionario ha permesso anche di analizzare il rapporto degli insegnanti con il cinema. Il 67% dei docenti ha dichiarato di andare al cinema meno di dieci volte all’anno, mentre il 28% ha dichiarato di andarci raramente o quasi mai. Tra le motivazioni più ricorrenti emergono la mancanza di tempo (41%), la distanza dalle sale cinematografiche o la scarsa offerta culturale nei territori (32%), e gli impegni familiari o il costo dell’esperienza (21%).

Questo dato è significativo perché mostra come, in molti territori, il cinema non sia un’abitudine consolidata nemmeno tra gli adulti di riferimento degli studenti, e quindi ancora meno tra i giovani.

In questo contesto il cinema si conferma uno strumento educativo efficace: unisce narrazione, immagini, collaborazione e pensiero critico, offrendo agli studenti una modalità di apprendimento diversa dalla didattica tradizionale e riportando l’esperienza cinematografica dentro la vita quotidiana della scuola.

IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Le risposte raccolte dai docenti mostrano con chiarezza alcune criticità strutturali dei territori coinvolti. In molti casi le scuole si trovano in contesti dove mancano spazi culturali, sale cinematografiche, laboratori creativi e occasioni continuative di incontro con le arti. I progetti sulla creatività sono spesso affidati all’iniziativa dei singoli insegnanti o a interventi esterni, e non costituiscono una pratica stabile all’interno della vita scolastica.

Dalle risposte emerge anche la difficoltà, per molti studenti, di accedere fuori da scuola a luoghi in cui sviluppare immaginazione, competenze relazionali e curiosità culturale. In diversi piccoli centri e aree periferiche il progetto ha rappresentato uno dei pochi momenti in cui i ragazzi hanno potuto entrare in contatto con il cinema come esperienza collettiva e linguaggio artistico.

In questo senso, La Grotta dei Piccoli non si è limitata a offrire attività extracurricolari, ma ha provato a rispondere concretamente a queste mancanze: ha portato il cinema nelle scuole dove non c’è una sala, ha trasformato spazi ordinari in luoghi di visione e di creazione, ha offerto agli studenti strumenti espressivi e ai docenti occasioni di formazione, contribuendo a rafforzare il legame tra educazione, territorio e accesso alla cultura.

COME NASCE UN FESTIVAL

Uno dei momenti più significativi del progetto è stato il laboratorio “Come fare un festival”, realizzato al Polo Liceale Campanella-Fiorentino di Lamezia Terme. Durante quattro giorni di lavoro gli studenti hanno scoperto cosa significa organizzare un evento culturale e hanno potuto comprendere in modo concreto che il cinema non è solo uno schermo, ma anche un ecosistema di competenze, professioni e responsabilità.

Divisi in gruppi di lavoro, i partecipanti hanno sperimentato diversi ambiti dell’organizzazione di un festival: direzione artistica, comunicazione e grafica, produzione, gestione del budget e pianificazione delle attività. Hanno ideato il concept del festival, costruito una programmazione, realizzato la locandina ufficiale e sviluppato un piano operativo. Il laboratorio ha offerto agli studenti una prima esperienza concreta di progettazione culturale, rendendo visibili i processi che stanno dietro la creazione di un evento cinematografico.

L’IMPATTO DEL PROGETTO

I dati raccolti durante il progetto mostrano che il cinema può generare partecipazione, riflessione e cambiamento. Tra i 1137 spettatori che hanno compilato il questionario delle proiezioni, il 43% ha dichiarato di voler riciclare di più, il 37% di voler risparmiare acqua e il 22% di voler ridurre l’uso della plastica dopo aver visto i film.

Allo stesso tempo, tra i 178 studenti che hanno partecipato ai laboratori di stop motion, il 96,6% ha dichiarato di voler ripetere un’esperienza simile in futuro. Questo dato indica un altissimo livello di coinvolgimento e conferma la capacità del progetto di trasformare la curiosità iniziale in desiderio di continuare a creare.

Questi numeri mostrano che il cinema non viene solo guardato, ma attiva immaginazione, consapevolezza e partecipazione.

CONCLUSIONI

La Grotta dei Piccoli ha dimostrato che il cinema può diventare uno strumento educativo capace di attivare studenti, docenti e comunità. In soli due mesi il progetto ha portato il cinema in territori dove spesso le opportunità culturali sono limitate, ha trasformato le scuole in spazi di creazione audiovisiva e ha coinvolto migliaia di studenti in un’esperienza collettiva di visione e produzione di immagini.

I risultati mostrano che attività di questo tipo non solo avvicinano i giovani al linguaggio cinematografico, ma contribuiscono anche a sviluppare creatività, capacità di collaborazione e pensiero critico. Portare il cinema nelle scuole significa quindi non solo educare allo sguardo, ma costruire nuovi spazi di immaginazione per le generazioni future.

TEAM

Valeria Weerasinghe – TUTOR DEI LABORATORI
Pietro Leddi “Rullampo” – TUTOR DEI LABORATORI
Isabela Barreto – MEDIA
Niside Panebianco – LOGISTICA
Lilibeth Bolívar – COMUNICAZIONE
Maria Francesca Cianciaruso – ASSISTENTE DI PRODUZIONE
Giulio Vita – DIRETTORE

ORGANIZZATO DA

CON IL CONTRIBUTO DI