Un aggiornamento dal Venezuela, e grazie

Cari amici,

Questa volta voglio scrivervi direttamente, come me stesso, non solo come La Guarimba.

Quando il 24 giugno ho saputo del doppio terremoto, non ci potevo credere. Mi sono sentito come se mi avessero tagliato una parte del corpo. Per tutte le vite spezzate dei miei connazionali ho provato dolore, ma anche rabbia. Rabbia verso un governo corrotto che ha costruito palazzi con il polistirolo, senza nessuna tecnologia antisismica, mentre rubava i soldi che avrebbero potuto salvare vite.

I miei zii vivono a Baruta. È caduto il muro di casa loro e non possono più entrarci, ma sono vivi. E, nel loro piccolo, offrono già aiuto: preparano arepas per chi ha ancora meno di loro. È quello che continuo a vedere in tutto il Paese in questi giorni: persone che, pur non avendo quasi nulla, trovano comunque il modo di aiutarsi a vicenda.

I numeri sono difficili da reggere. Oltre 3.300 morti accertati, più di 16.700 feriti. Le autorità parlano ancora di decine di migliaia di dispersi.

“Una foto che mi ha fatto piangere, ma di una felicità strana. La felicità di vedere una rete che funziona davvero.”

Il bambino in quella foto è stato salvato vivo dalle macerie. Per essere curato, aveva bisogno di una pompa d’infusione e di un monitor per i segni vitali. Macchinari che, grazie alla generosità di ognuno di voi, siamo riusciti ad acquistare in 24 ore. Sono quelli che vedete in foto, già operativi.

Piccole cose buone, messe insieme, per fare un grande bene. Oggi stiamo finendo di preparare tutto quello che porteremo nei paesi della costa.

Raggiungere i paesi che nessun altro raggiungeva

Abbiamo inviato un convoglio di alimenti e medicinali a Todasana, un piccolo paese costiero alla periferia di La Guaira, incluso il trattamento di sei mesi per un bambino con l’epilessia, e kit igienici per due donne incinte vicine al parto. Sono comunità che dipendono interamente da La Guaira e che, senza soluzioni reali, si troveranno ad affrontare una crisi che non sarà breve. Durerà nel tempo.

Raccontare, non solo aiutare

Insieme alla raccolta fondi, abbiamo lavorato perché l’Italia non distogliesse lo sguardo. Abbiamo portato la storia su Repubblica e Vanity Fair, e l’abbiamo raccontata su Chora Media, il secondo podcast più ascoltato in Italia. Non è un progetto secondario. Le persone devono sapere cosa sta succedendo, mentre sta ancora succedendo.

Se non puoi donare, puoi comunque aiutarci in un altro modo: siamo alla ricerca di giornalisti che vogliano raccontare questa storia, la grandezza del popolo venezuelano e l’inazione del governo.

Un box per le donazioni, a casa nostra

Siamo in piena stagione estiva al Terrenito Guarimbero. Ogni evento è gratuito, come sempre, ma quest’anno abbiamo messo un box per le donazioni all’ingresso, così chi viene può aiutarci a inviare aiuti immediati.

Al fianco di chi era già lì

Abbiamo inviato soldi direttamente a Chamos e Hogar Bambi, due ONG già attive sul territorio venezuelano. Abbiamo anche messo a disposizione piccole somme per artisti venezuelani che sono stati loro stessi vittime del terremoto, perché le persone con cui facciamo i nostri festival fanno parte di tutto questo.

Formiche, tutti insieme

Ognuna di queste azioni è un piccolo gesto, una formica che porta qualcosa di molto più grande di lei. Abbiamo deciso di essere formiche. Tutti insieme, per salvare il salvabile, e scegliere la vita.

I PROSSIMI PASSI: LA NOSTRA MISSIONE A TODASANA

Dalla donazione alla strategia

Todasana, un piccolo paese costiero vicino a La Guaira, non è stato colpito direttamente dal terremoto, ma dipende interamente da La Guaira per rifornimenti e collegamenti. Isolata e tagliata fuori, stava affrontando una crisi propria, più lenta e silenziosa. Con i fondi raccolti attraverso il Festival La Guarimba in Italia, abbiamo organizzato una giornata intera di assistenza medica e umanitaria per la popolazione di Todasana. Abbiamo portato sul posto un’équipe di medici e specialisti per gestire le postazioni mediche, insieme a 115 kit di dignità e 115 kit alimentari, pasti per i volontari, trasporti per raggiungere le famiglie sul territorio, e un’area ricreativa con libri e merende per i bambini.

Cosa abbiamo realizzato

125 persone visitate dai medici
144 famiglie sostenute
126 famiglie assistite al punto di raccolta
18 famiglie raggiunte con i kit nelle zone rurali
+70 bambini hanno festeggiato la Giornata dell’Infanzia

Tutto questo è stato possibile grazie a più di 130 donatori e 50 alleati

Medici (tra cui anestesisti, pediatri, ginecologi e ostetrici, e ortopedici), produttori, infermieri, tecnici di laboratorio, fotografi e volontari, tra Italia e Venezuela.

Tutto è cominciato con un’intuizione della Dra. Andrea Gerardi. Abbiamo unito le forze con People in Need, grazie alla nostra amica Marcela, che è venuta tante volte al festival di Amantea. E abbiamo lavorato al fianco di organizzazioni locali già attive sul territorio: Impaktemos AC, Cocinando por Venezuela, Dividendo Voluntario Venezuela, e A.C. Banco del Libro, insieme alla rete 3 Pasos Poliritmo.

Coordinato dall’Italia, realizzato in Venezuela

Dietro ogni postazione medica c’era una logistica che ha attraversato l’Atlantico: abbiamo coordinato tutto dall’Italia, in contatto costante con la nostra squadra sul campo in Venezuela, i documentaristi Oriana Martínez e Nil Jaen, e il loro team, nostri alleati di lunga data.

Questo progetto ci ha lasciato una certezza: il modo migliore per aiutare è unire le forze, ognuno mettendo quello che sa fare meglio. Ed è così che vogliamo continuare, costa dopo costa, come tributo ai nostri Caraibi e alla loro gente meravigliosa.

DOVE SIAMO ADESSO

16.514,34

raccolti da 123 donatori

Ogni euro arriva direttamente a chi ne ha bisogno, verificato tramite volontari di fiducia sul campo a Caracas, in contatto diretto con medici e infermieri che segnalano in tempo reale le necessità degli ospedali. Controlliamo ogni consegna con foto delle ricevute e dei beni consegnati, perché la fiducia è l’unico modo per sopravvivere, in Venezuela, in questo momento.

Come puoi aiutare

Se non hai ancora donato, anche una piccola somma fa la differenza. Se lo hai già fatto, grazie, davvero. Continua a condividere questo messaggio con chi conosci.

Se preferisci fare un bonifico, usa la causale “VENEZUELA”:
LA GUARIMBA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
IBAN: IT 06 D 01030 80600 000003911003
SWIFT: PASCITM1CS1

Il nostro festival, La Guarimba, costruisce da quattordici anni un ponte tra la Calabria e il Venezuela. Quest’anno, dal 7 al 12 agosto ad Amantea, terremo il box per le donazioni aperto per tutta la durata, insieme a musica, cinema, danza e teatro gratuiti, incluso un laboratorio di tamburo venezuelano con Eileyn “La Negra” Ugueto, una delle grandi voci proprio della costa più colpita.

Guarimba significa “posto sicuro.” Credo che il Venezuela lo sia già, per la grandezza del cuore del suo popolo.

Grazie per la fiducia che ci date. Grazie per aiutarmi ad aiutare la mia gente.

Giulio Vita